Look mom, no hands!
Look mom, no hands!
To my favorite things: friends [and their appendixes & corollaries]
Polvo live @ Bronson (Ravenna, Italy), 14th November, 2009

Apocalipton [2007]
Dopo le controversie di The Passion Fruit, i problemi personali e l’accanimento dei mass media, Gel Mibson torna dietro il banco del bar con Apocalipton, miscela impazzita di darjeeling e thriller, un tè colossale con afrori mistici. Il balzo a ritroso è in America Latina, prima della conquista spagnola: seicento anni fa, all’apogeo della misteriosa decadenza della civiltà Maya. Gli alti dignitari per guadagnarsi il favore degli dei continuano a pretendere la sperimentazione di nuovi moduli per le partite di calcettquacoatl (un antico gioco con palle di pelle di quetzal, di origine precolombiana): è questa la sorte che condanna Zamparini di Giaguaro a vincere e convincere con la sua squadra, ma il campionato è difficile ed egli è deciso a tutto per salvare se stesso, la squadra e il posto in cempionslìg, anche a costo di somministrare ai giocatori del tè arricchito con sostanze dopanti che li rendono aggressivi nell’agone. Portando la camera nella giungla e all’interno dei proto stadi meso-americani, Mibson consegna Apocalipton all’action, un’azione senza soluzione di continuità, spesso brutale. La regia è parossistica e strizza l’occhio al videogame, l’attore protagonista sembra Ronaldinho in uno spot della Nike, e non è tutto: una scoperta inconcludenza drammaturgica, plurime incongruenze sul piano storico, di gioco e delle mera verosimiglianza affossano il film. Siamo dalle parti del mero entertainment, che si vorrebbe contraddetto dal procedere allusivo e “alto”, ma superficialità poetica e astensione politica sono impietosamente evidenti. Non tiriamo fuori dunque interpretazioni ecologiste, suggestioni comparative sulla serie A e rimbalzi geopolitici vari ed eventuali, non ne vale la pena. Game over.
(via vaffanculo) Nasty baby Creep Suzette. Herself.
John Frusciante - Empyrean [2009]
Central
I’m central to nowhere / Thinking of sweeping it clean / When we choose to go we’re losing more than just our surroundings / I’ve gone around the sides of this universe as it stands / Outside the limits of all existence / Where light never ends
We should be grateful to the gods / Whoever they’re real to they are / I value my placement as in Hell / Remember that moment that I fell, hey hey hey.
Anything that could one day be is as real as what I’m saying / If something is nothing, it must not be something in any possible way / Lo-lo-lo-lose yourself in the far off worlds that are right under your feet / Switch below with above all the way up into infinity
We should be thankful who we are / Whether we know ourselves or not / Walking alongside myself / Neither of us listens very well
I’m dreading a time that is not near / As a man on cross I have no fear / I can’t believe these words I’m saying / You gotta feel your lines You gotta feel your lines
tifisso, giudit, 2009
being wishy-washy